Radici

Lettere sull’amore tra figli e genitori che invecchiano

Aiutare senza togliere dignità

Pubblicato il in Cura · 2 min di lettura

Lo facciamo per il loro bene. Togliamo le chiavi della macchina, decidiamo cosa devono mangiare, parliamo con il medico come se loro non fossero nella stanza. Ogni scelta, presa da sola, sembra ragionevole. Messe insieme, dicono a una persona adulta che non è più padrona della propria vita.

È forse l’errore più diffuso tra i figli che amano: confondere la cura con il controllo.

Invecchiare non è tornare bambini

Un genitore anziano può aver bisogno di aiuto per allacciarsi le scarpe, ma resta una persona che ha cresciuto dei figli, lavorato una vita, attraversato lutti e difficoltà che noi possiamo solo immaginare. Parlargli con il tono che si usa con un bambino, con i diminutivi, la voce cantilenante, il «facciamo i bravi», è una piccola violenza quotidiana, anche quando è detta con dolcezza.

La dignità di una persona non diminuisce insieme alle sue forze.

Decidere con loro, non per loro

Finché un genitore è lucido, le decisioni che lo riguardano sono sue. Anche quando non le condividiamo. Anche quando comportano qualche rischio. Il nostro compito è informare, proporre, accompagnare, non sostituirci.

Qualche abitudine che cambia molto:

  • Chiedere «come preferisci fare?» prima di dire «adesso facciamo così».
  • Dal medico, lasciare che siano loro a parlare per primi. E rivolgersi a loro, non parlarne in terza persona.
  • Offrire aiuto senza imporlo: «vuoi una mano?» lascia una porta aperta, prendere il sacchetto dalle mani no.
  • Lasciar fare anche ciò che viene fatto lentamente o male. Un bottone allacciato da soli in due minuti vale più di uno allacciato da altri in due secondi.
  • Rispettare la loro casa, le loro cose, il loro ordine, anche quando a noi sembra disordine.

Il coraggio di accettare un rischio

Vorremmo metterli sotto una campana di vetro. Ma una vita senza alcun rischio è anche una vita senza autonomia, e per molti anziani perdere l’autonomia è peggio che cadere. Trovare un equilibrio è difficile e va rinegoziato spesso: un corrimano in più, un telefono con i tasti grandi, una persona che passa al mattino. Soluzioni che aggiungono sicurezza senza togliere libertà.

Quando poi arriva il momento in cui decidere per loro diventa davvero necessario, farlo con rispetto significa spiegare, ascoltare la rabbia, non fingere che sia semplice.

Amare un genitore anziano vuol dire anche questo: aiutarlo a restare se stesso il più a lungo possibile.